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Primo Sigillo

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                           studi sulle scritture

                         STUDIO II

                     I Sette Sigilli




APOCALISSE
(Capitolo 6:1-2)

Primo Sigillo
(riferimento: dal Giordano al Calvario)

1  Poi vidi quando l’Agnello aperse il primo dei sette sigilli, e udii uno dei quattro esseri viventi, che diceva come con voce di tuono: "Vieni e vedi".
2  E io vidi, ed ecco un cavallo bianco. E colui che lo cavalcava aveva un arco e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori come vincitore e per vincere. (Apocalisse 6:1-2)


Nessun sigillo fu aperto finché Gesù ricevette l'unzione dello Spirito Santo al Suo battesimo nel Giordano. Solo allora il Piano divino cominciò ad esserGli rivelato. In quel momento Gli fu dato il rotolo con piena autorità di leggervi, di comprendere e di adempiere le gloriose profezie in esso contenute, specialmente quelle relative alla benedizione dell'umanità, alla sua restaurazione. Egli aprì il primo sigillo dal Giordano al Calvario.


In quanto alla Chiesa, nulla del meraviglioso schema divino poteva esserle noto prima che il Figlio dell'Uomo l'avesse redenta dalla morte col Suo sacrificio sul Calvario.
"E udii uno dei quattro esseri viventi, che diceva con voce come di tuono: "Vieni". Ed ecco un cavallo bianco. Chi vi sedeva sopra aveva un arco, ricevette una corona e uscì vincendo e per completare la Sua vittoria" (Ap 6:1,2). Il cavallo è simbolo di dottrina e il cavaliere di colui che la insegna. Il cavaliere e Gesù Cristo e il cavallo è la dottrina che spiega prima alla Chiesa (durante l'età del Vangelo) e poi al mondo (durante l'età millenaria), come l'uomo possa essere restaurato alla purezza e alla giustizia originali. E bianco non solo perché e puro ma anche perché purifica.

"Una delle quattro creature viventi" non significa necessariamente che sia la prima di quelle che Giovanni aveva visto precedentemente intorno al trono di Dio. È vero che il testo dice in seguito che "la seconda", "la terza" e la "quarta" appaiono all'apertura dei successivi sigilli. In questo caso però "la seconda" non è successiva alla prima dell'elenco di Apocalisse cap. IV, ma è quella che succede alla creatura vivente che mostra l'apertura del primo sigillo, che è "una delle quattro". Quale?


Nel Giorno dell'Espiazione (Lev 16) ...

la Chiesa è rappresentata da un capro




Il Nostro Signore, come uomo perfetto, è rappresentato da un vitello per significare il suo perfetto sacrificio umano dalla Sua consacrazione al Giordano fino alla morte sulla Croce per soddisfare la Giustizia divina.


L'antitipico Giorno dell'Espiazione cominciò col Primo Avvento di Nostro Signore e col Suo Sacrificio. L'intera età del Vangelo è stata una parte di questo Giorno, per permettere il sacrificio del capro per Geova, la Chiesa eletta. Tale giorno cesserà solo alla fine del Millennio, quando il mondo intero sarà benedetto e riportato in armonia con Dio.

Alla fine dell'età del Vangelo sarà offerto il secondo capro, quello per Azazel, rappresentato dai membri della Grande Moltitudine, le cui vesti sporche saranno rese bianche nel sangue dell'Agnello: non saranno infatti le loro sofferenze a pulire le loro vesti, ma soffriranno quando apprezzeranno come mai prima di allora la loro relazione con l'Agnello di Dio e col Suo merito espiatorio: per fede sarà loro permesso di applicarlo a loro stessi per la propria purificazione. Alla fine dell'età millenaria, quando tutte le genti saranno rese perfette, offriranno anch'esse vitelli sull'altare: ciò rappresenta la piena consacrazione a Dio di ogni persona del genere umano.

Il vitello quindi e quella delle quattro creature viventi che appare all'apertura del primo sigillo, poiché rappresenta la perfezione umana che soddisfa la Giustizia divina.


In un certo senso la grandiosità e le benedizioni del Regno di Dio cominciarono alla nascita di Gesù quando furono annunziate dagli angeli e da allora furono compiuti i passi necessari affinché tale Regno fosse stabilito sulla terra. Questi furono, dopo la nascita di Gesù, il Suo ministero, la Sua morte sulla Croce, la Sua risurrezione e ascensione e la selezione della Chiesa.

Gesù predicò una buona notizia o Vangelo che può essere distinta in due parti:

la prima, che riguarda il mondo, cioè la restaurazione di tutte le cose nel Suo futuro Regno millenario, fu illustrata durante il Suo ministero dai Suoi miracoli;

la seconda, che riguarda la Chiesa, cioè il gran premio che avrebbero ottenuto coloro che avessero camminato ora, nell'età del Vangelo, lungo la "
via stretta", fu illustrata nel Suo ministero da Lui stesso, dal Suo esempio (Luca 4:18; Isa 61:1).

Quest'ultima è contenuta nella testimonianza di tutti gli apostoli e riguarda la Divina Salvezza, l'Alta Chiamata, la Nuova Creazione. Ha la potenza di trasformare e di rinnovare i nostri cuori ed è quindi una potenza santificante per la nostra purificazione. La sua influenza trasforma le nostre vite, rinnovando le nostre menti, attraverso una completa sottomissione alla volontà di Dio, per essere trasformati da influenze celesti mediante la Parola. Ad essa bisogna fermamente attenerci per vincere il mondo, la carne e il Diavolo e per completare la propria vittoria alla morte.

La corona che ogni membro della vera Chiesa riceve, come la ricevette Gesù Cristo al Suo battesimo, è l'invito a soffrire come Lui per poi regnare insieme a Lui ed implica l'appartenenza al Suo Corpo (1 Cor 9:24; Ap 3:11). Se desideriamo il bene di tutti e non si fa torto ad alcuno, allora il Signore ci considera dotati di una corona.

Ogni consacrato riceve, come Gesù, la sua corona al momento del battesimo e deve conservarla fino alla morte, quando avrà completato la sua vittoria. Se cade volontariamente nell'errore, cessa di far parte del Corpo di Cristo, del Piccolo Gregge, non è più un vincitore e perde il suo diritto alla corona.

Dall'arco, simbolo della Parola di Dio, che è in mano al cavaliere sul cavallo bianco, partono frecce di Verità e di Grazia per colpire i cuori dei fedeli giustificati onde si consacrino a Dio per la formazione e il completamento del Piccolo Gregge. Quando gli amici ci dicono che certe parole li colpiscono al cuore o che certe esperienze spezzano i loro cuori usano delle metafore proprio come fanno le Scritture (Atti 2:37; Isa 61:1; Luca 4:18).

Con lo stesso arco il Signore, cavalcando il cavallo bianco della purificazione dell'umanità e non più della Chiesa, scaglierà nel Suo Regno frecce acuminate (le parole di Verità e di Giustizia che usciranno dalla Sua bocca) per penetrare nei cuori dell'umanità decaduta (Sal 45:5; Eb 4:12).


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