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Secondo Sigillo

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                           studi sulle scritture

                         STUDIO II

                     I Sette Sigilli




APOCALISSE
(Capitolo 6:3-4)


Secondo Sigillo
(riferimento: dalla Pentecoste alla fine della Mietitura ebraica)

3 Quando egli aperse il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che diceva: "Vieni e vedi".4  Allora uscì fuori un altro cavallo rosso, e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra, affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada. (Apocalisse 6:3-4)


Il secondo sigillo fu aperto dall'Agnello dalla Pentecoste del '33, quando lo Spirito Santo scese sugli undici apostoli ed iniziò la mietitura dell'età degli Ebrei (33-73). Esiste una similitudine tra la fine dell'età degli Ebrei e quella dell'età del Vangelo.

Dal 33 al 73 l'intera nazione d'Israele fu scrollata dal grande Mietitore affinché ogni granello di frumento fosse trovato e separato dalla pula. Il grano fu poi raccolto e posto nel granaio, nell'economia cristiana, la nuova condizione creatasi alla Pentecoste del 33 e oltre. La pula della nazione fu gettata nel fuoco della tribolazione, dell'insurrezione e dell'anarchia, che consumò nel 70 la possibilità per quel popolo di esistere come nazione. Quel fuoco fu inestinguibile perché fu nell'intenzione di Dio che la nazione d'Israele venisse arsa e non fu possibile ai suoi governanti impedirlo, cioè estinguere quel fuoco.


Gerusalemme distrutta nel 70 d.C.

La seconda creatura vivente è quella successiva al Vitello nell'elenco di Apocalisse cap. IV, cioè l'Uomo. L'Uomo si eleva sugli animali perché è a immagine e somiglianza di Dio, cioè capace di sapienza e di conoscenza. Esso perciò rappresenta la Sapienza di Dio. Questa creatura fa uscire Gesù Cristo su un cavallo rosso fuoco, perché la Sua dottrina è alla mietitura illuminante come il fuoco per compiere un'opera di separazione (Atti 2:3 - Ger 23:29 - Ap 11:5).

La mietitura è infatti un'epoca di divisione tra diverse classi e un'epoca di maturazione e di perfezionamento della classe del grano per il dono divino di una speciale conoscenza, di una particolare sapienza della Sua Parola. Anche in
(Zaccaria 1:8-11) il Signore cavalca un cavallo rosso e in (Isaia 6:6,7) la Verità della mietitura è rappresentata da un tizzone ardente.

Alla fine dell'età del Vangelo, cavalli (dottrine) di fuoco (illuminanti) compiono un'opera definitiva di separazione tra:

-la classe di Elia (i veri consacrati) e

-la classe di Eliseo (la Grande Moltitudine)
.

Quando Elia, accompagnato da Eliseo, colpì il fiume Giordano col suo mantello (col potere della Verità), le acque del fiume si divisero e i due profeti lo attraversarono all'asciutto. Qui Eliseo è tipo della Grande Moltitudine perché il mantello di Elia, che è il residuo vivente del Piccolo Gregge, cadde su di lui. Ciò significa che il potere e l'opera di Elia sarebbero passati a Eliseo dopo che Elia sarebbe stato rapito. Infatti Eliseo, attraversando con Elia il Giordano, che simboleggia la morte, rappresenta una classe che attraversa la morte come quella di Elia.


La divisione tra la classe di Elia (il residuo del Piccolo Gregge) e quella di Eliseo (la Grande Moltitudine) è compiuta dal carro spirituale di fuoco del Signore. Il carro è, in questo caso, simbolo di vittoria
(Abacuc 3:8) ed è un carro di gloria perché significa il passaggio del rimanente del Piccolo Gregge dalla condizione umana a quella spirituale (2 Re 2:7,8).

Il carro spirituale di fuoco del Signore, trainato da cavalli di fuoco, cioè da dottrine spirituali, compie oggi sempre più un'opera di separazione definitiva fra le due classi. Il carro è trainato da verità spirituali utili a dimostrare chiaramente che tipi di persone dovremmo essere, capaci di sacrificare tutto per il gran premio celeste. Dopo che la Chiesa sarà stata così divisa in queste due classi, allora il residuo del Piccolo Gregge, come Elia, sarà trasportato verso il cielo nel turbine di vento del tempo di afflizione.

Gesù, parlando della mietitura dell'età giudaica, tipo di quella dell'età evangelica, disse:
"Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita la perderà, chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà."  (Matt 10:34-39).

La spada è la Verità, la Parola di Dio
(Ef 6:17). La particolare conoscenza di essa, come mai prima, è lo strumento di separazione che è alla base della mietitura tra grano e zizzania.
In questo senso la zizzania, costituita da coloro che si dichiarano Cristiani ma che non hanno compiuto una vera consacrazione nella morte, è "uccisa" come "quarta parte della terra" dalla spada (Ap 6:8).


E questa che usiamo per difendere le dottrine di Cristo.
"Sta scritto" è la nostra arma contro l'errore nella battaglia per il Signore e per la Verità. La mietitura non è quindi un tempo di pace, ma al contrario deve separare il grano dalla zizzania. Se noi lasciamo che il mondo compia la propria volontà senza allarmarci, possiamo sfuggire alle persecuzioni e vivere in pace col mondo. Ma il Signore non fece così e noi dobbiamo seguire il Suo esempio. Le persecuzioni separano dagli altri coloro che amano la Verità più di ogni altra cosa: questa divisione non può essere evitata. L'amore per il padre o la madre ecc. significano l'amore di se stessi, della popolarità, della prosperità mondana, degli onori degli uomini, delle teorie e dei sistemi umani.

L'amore per tali cose viene necessariamente in conflitto con l'amore per il Signore, poiché l'attaccamento alle cose terrene deve essere considerato un nulla rispetto a quello per il Signore
(Giov 21:15). Chi ama o cerca di salvare la propria vita terrena, di sacrificarla a Dio dopo la propria consacrazione, la perderà nella seconda morte. Chi perde la propria vita terrena con tutte le sue aspirazioni per amore del Signore, la ritroverà alla risurrezione come vita spirituale gloriosa.


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