Trattati Biblici - Le Grandi Verità della Bibbia

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Trattati Biblici

Pubblicazioni > 11) DOVE SONO I MORTI?
Dove Sono i Morti?






L'Inferno sarà distrutto
                                                
Il libro del profeta Osea, cap. 13 vers. 14, mette in evidenza una bella promessa di Dio, riguardante la distruzione dell'inferno. Il lettore non può concepire di colpo l'immenso soffio di speranza, contenuta in questa promessa, per il semplice fatto che la parola ebraica «Sheol» si trova qui tradotta per «sepolcro.» Ma quando si sarà reso conto che si parla del solo ed unico inferno dell'Antico Testamento, allora le parole del profeta rivestiranno un carattere di consolante gioia. Lì si legge  : «lo li riscatterò dal sepolcro (Sheol-inferno), io li redimerò dalla morte. O morte io sarò la tua peste. O! Sheol  io sarò il tuo sterminio? ». Abbiamo accertato precedentemente che l'inferno non è altro che la condizione o stato dei morti. D'altra parte, l'apostolo Paolo afferma che Cristo distruggerà la morte. (1 Corinti 15: 26). Anche la dichiarazione apostolica armonizza con la parola del profeta. Entrambe testimoniano che l'intenzione di Dio non è quella di tormentare. La Scrittura non conferma, nel modo più assoluto, l'esistenza di un inferno di tormento preparato per martirizzare le creature umane, ma fa risaltare invece l'idea della bontà del Creatore dell'universo. «Dio è amore!» (1Giovanni 4: 8-16).
LA CHIAVE DELL'INFERNO
 
La tradizione popolare pretende che Satana detenga le chiavi dell'inferno, mentre nel libro dell'Apocalisse (1:18,) Gesù, parlando della propria morte e risurrezione, afferma di possedere Lui stesso queste chiavi! Questo particolare è degno di nota, oltre che consolante. Se Gesù possiede le chiavi dell'inferno, c'è modo di sperare per tutti coloro che lì vi dimorano. Questo Gesù che guarì gli ammalati, purificò i lebbrosi, cacciò fuori i demoni, risuscitò i morti, senza chiedere denaro od alcun altro beneficio, si servirà un giorno di queste chiavi per aprire le porte dell'inferno e liberare i suoi prigionieri, tutti i morti. Questa non è una favola, ma l'insegnamento della Bibbia. Tale sarà l'opera gloriosa che Gesù amorevolmente opererà a suo tempo: «la risurrezione dei giusti e degli ingiusti.» (Atti 24 :14). Quando Gesù afferma di possedere «le chiavi dell'inferno», non vuole evidentemente alludere a delle chiavi letterali. Questa è una espressione figurata. Colui che detiene la chiave di un edificio ha il diritto ed il potere di aprirvi le porte. L'apostolo Paolo, parlando di Gesù, disse che Egli è morto ed è risuscitato ed ha ricevuto il potere e l'autorità sui morti e sui viventi. (Romani 14:9). Il Cristiano sa che Gesù è il suo Signore e la sua somma autorità, ma l'apostolo Paolo va ancora  oltre ed afferma che Gesù ha podestà anche sui morti. Così, avendo Egli «le chiavi dell'inferno», qualsiasi azione o provvedimento futuro in favore dei morti è di sua competenza. Gesù era l'amico dei poveri e dei derelitti e faceva loro del bene gratuitamente. Possiamo essere certi che le benedizioni in favore dei morti saranno dispensate con lo stesso spirito.

Gesù condannò i capi religiosi del suo tempo che esigevano dal popolo del denaro per la rimunerazione dei loro servizi. E' certo che Egli nemmeno oggi approva coloro che fanno mercimonio di anime umane. Alla espressione «chiavi dell'inferno» fa riscontro un'altra: «porte dell'inferno.» (Matteo 16:18). Gesù interrogò un giorno i suoi discepoli domandando loro: «Che dicono gli uomini ch'io sia?» Ma non parve completamente soddisfatto della loro risposta, perchè domandò di nuovo: «E voi chi dite ch'io sia?» A questa domanda Pietro prontamente rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio dell'Iddio Vivente”. Allora Gesù disse a Pietro: «Beato te Simone, figlio di Giona, perchè non la carne ed il sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli ... Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere.» (Matteo 16: 18). Nel corso dei secoli si è fatto un uso improprio di queste parole di Gesù a Pietro. Si è preteso che la Chiesa fosse edificata su Pietro. Quando Gesù disse: «Tu sei Pietro» Egli si servì della parola greca: «petros» che significa una «pietra,» un «sasso.» Ma quando il Maestro afferma: «su questa pietra io edificherò la mia Chiesa» egli adopera una parola differente, che lo scrittore sacro riporta con l'espressione greca «petra», che significa un masso di roccia. Gesù oppose al nome di Pietro una verità massiccia, solida, come una roccia, sulla quale la Chiesa sarebbe stata edificata, esprimendosi con un gioco di parole le quali non trovano l'esatto corrispondente nella lingua greca.

Qual'è dunque questa roccia su cui la Chiesa di Cristo è edificata? Lo dichiarò lo stesso apostolo Pietro, più tardi, nel corso del suo ministero apostolico, quando scrisse che Cristo, e non lui, «è la pietra angolare dell'edificio.» (1 : Pietro 2:4-6). «Tu sei il Cristo» aveva affermato. Questa dichiarazione costituisce il solido fondamento dell'edificio spirituale che è la Chiesa. D'altra parte, l'apostolo Paolo afferma che «nessuno può porre altro fondamento, oltre a quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo.» (1 : Cor. 3:11). Sotto quale riguardo le porte dell'inferno non prevarranno sulla Chiesa? Noi crediamo di aver sufficientemente dimostrato con riferimenti tratti dal Vecchio Testamento che, sia i buoni che i cattivi vanno all'inferno dopo la morte e che, d'altra parte, l'inferno stesso altro non è se non la condizione di morte, i giusti ed ì cattivi passano al termine della loro vita nello stato di incoscienza, paragonabile ad un sonno tranquillo, un riposo senza sogno. Ora, questo sonno della morte non durerà eternamente. Gesù si servirà delle «chiavi dell'inferno» per aprire le «porte» e liberare i prigionieri. Ogni vero cristiano, ogni membro della vera Chiesa di Cristo, sarà svegliato e condotto fuori dalla tomba. Le porte dell'inferno non prevarranno, nè riterranno nei legami della morte coloro i quali perverranno — come afferma la Scrittura — alla prima risurrezione. Gesù stesso, essendo risuscitato dai morti, si servirà del potere che Iddio gli ha conferito, risuscitando i suoi fedeli discepoli, di tutta l'era Evangelica. Costoro regneranno con Lui durante «mille anni.» (Apocalisse 20: 4-6). Tutti quelli che si trovano nell'inferno, trattenutivi dai legami della morte, ritorneranno sulla terra, secondo l'assicurazione contenuta in Apocalisse 20: 7-14 dove vien detto che la morte e l'inferno renderanno i loro morti.

La Bibbia, infatti, afferma che tutta l'umanità tornerà a vivere sulla terra per essere istruita, corretta, giudicata, per emendarsi da tutti i misfatti e le trasgressioni volontarie. Non sarà una via facile perchè l'uomo mieterà quello che avrà seminato. La purificazione non consisterà in una sofferenza fisica, ma in una correzione conforme alla giustizia, sotto il rigido governo del Gran Giudice, Cristo. Nessuna distinzione sarà fatta fra i ricchi e poveri, grandi e piccoli. Tutti ritorneranno sulla terra ed avranno l'opportunità di scegliere la vita eterna sulla terra, dove non vi saranno più malattie, nè cordoglio, nè morte. (Apocalisse 21 :l-4). Il testo sopra citato, per mezzo del quale l'apostolo ispirato annuncia che l'inferno renderà i suoi morti, contiene un'altra promessa mirabile secondo la quale l'inferno della Bibbia, l'unico esistente, sarà distrutto. Giovanni vide che «la morte e l'inferno furono gettati nello stagno di fuoco.» (Apocalisse 20:14). Il fuoco è uno degli elementi più distruttivi, più radicali, dei tanti finora conosciuti. Iddio se ne serve come di un simbolo per illustrare la distruzione completa e definitiva. Infatti il capitolo successivo dell'Apocalisse (21 :4) dichiara che la morte non esisterà più. Tutto ciò concorda con la promessa dell'Antico Testamento, contenuta nel libro del profeta Osea (13:4) già esaminata ed in cui vien detto che è intenzione di Dio distruggere lo «Sheol.» Questa è la testimonianza della Bibbia sull'inferno ed essa ci consente di concludere che nessun altro inferno di tormenti esiste in alcun luogo dell'universo.


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