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Come abbiamo ricevuto la Bibbia

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La Trasmissione
          


di John F. MacArthur, Jr., The MacArthur Study Bible, (Dallas: Word Publishing) 1997


Siccome la Bibbia è stata tradotta frequentemente in diverse lingue e distribuita in tutto il mondo, come possiamo sapere che nessun errore è stato introdotto, neanche per sbaglio? Mentre il cristianesimo si è diffuso, è certamente vero che la gente abbia voluto avere la Bibbia tradotta nella propria lingua, che richiedeva traduzioni dalle lingue originali, l'ebraico e l'aramaico per l'Antico Testamento e il greco per il Nuovo Testamento. Non solo il processo di traduzione dava un'opportunità per errori, ma anche il processo di pubblicazione, che era per mano fino all'invenzione della stampa nel 1450 all'incirca, dava continue possibilità di errore.

Durante i secoli, gli studiosi della scienza di critica testuale hanno scoperto, conservato, catalogato, valutato e pubblicato un numero enorme di manoscritti biblici da tutti e due i Testamenti. Infatti, il numero di manoscritti biblici drammaticamente superano in numero i frammenti esistenti di qualsiasi altra letteratura antica. Confrontando testo con testo, il critico testuale può determinare con molta fiducia quello che lo scritto originale e ispirato conteneva.

Benché le copie esistenti del principale antico testo ebraico (masoretico) risalgono solo al decimo secolo d.C., due altre linee importanti di evidenza testuale aumentano la fiducia dei critici testuali che possono scoprire il testo originale. Prima di tutto, l'Antico Testamento ebraico del decimo secolo d.C. può essere confrontato con la traduzione greca chiamata la Septuaginta o LXX (scritta dal 200 a.C. al 150 a.C. all'incirca; i manoscritti più vecchi ancora esistenti risalgono al 325 d.C. all'incirca).

C'è un consistenza meravigliosa fra i due, che attesta l'esattezza del processo di copiatura dei testi ebraici durante i secoli.
Secondo, la scoperta dei rotoli del mar Morto dal 1947 al 1956 (manoscritti datati dal periodo 200-100 a.C.) è stata estremamente importante. Dopo aver confrontato i testi ebraici più vecchi con quelli più recenti, sono alcune piccole variante sono state scoperte, nessuna di cui cambia il significato di un brano. Benché l'Antico Testamento è stato tradotto e copiato da secoli, la versione più recente è essenzialmente la stessa di quelle di prima.

I risultati per il Nuovo Testamento sono ancora più decisivi perché una quantità maggiore di materiale è disponibile per lo studio; ci sono più di
5000 manoscritti greci del Nuovo Testamento che vanno dall'intero testamento a frammenti di papiri che contengono una parte di un versetto. Alcuni frammenti esistenti risalgono al periodo da 25 a 50 anni dopo la scrittura. Gli studiosi del testo del Nuovo Testamento hanno concluso che:
1) il 99,99% del testo originale è stato ritrovato e
2) nell'altro centesimo di una percentuale non ci sono variante che influenzano in modo sostanziale qualsiasi dottrina cristiana.

Con questa ricchezza di manoscritti biblici nelle lingue originali e con l'attività disciplinata dei critici testuali per stabilire con quasi totale esattezza il contenuto dei testi originali, qualsiasi errore introdotto e/o perpetuato dalle migliaia di traduzioni nei secoli può essere identificato e corretto paragonando la traduzione o copia con l'originale ricostruito. Tramite questo mezzo provvidenziale,
Dio ha adempiuto la sua promessa di preservare le Scritture. Possiamo essere sicuri che ci sono traduzioni disponibili oggi che sono veramente degne del titolo, la Parola di Dio.

Riassunto

Dio voleva che la sua parola durasse per sempre (preservazione). Quindi la sua auto-rivelazione scritta e proposizionale (rivelazione) fu protetta da errore quando originalmente scritto (ispirazione) e raccolta nei 66 libri dell'Antico e del Nuovo Testamento (canonicità).

Durante i secoli, decine di migliaia di copie e migliaia di traduzioni sono state fatte (trasmissione) che hanno introdotto qualche errore. Ma siccome esiste ancora un'abbondanza di manoscritti dei due Testamenti nelle lingue originali, la scienza della critica testuale è stata in grado di ritrovare gli scritti originali (rivelazione e ispirazione) fino al 99,99%, e il rimanente centesimo di una percentuale non ha nessun effetto sul suo contenuto (preservazione).

Il sacro libro che leggiamo, studiamo, ubbidiamo e predichiamo merita di essere chiamato, senza riserva,
la Bibbia o 'Il libro senza pari', siccome il suo autore è Dio e ha le qualità di totale verità ed è completamente veritiero, che sono caratteristiche anche della sua fonte divina.

Continua...
5. Ci sarà ancora un libro da aggiungere alla Bibbia?


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